Cappellacci ribadisce che continua la lotta contro il caro traghetti

I sardi hanno deciso di non piegarsi di fronte alle evidenti difficoltà legate alla continuità territoriale che dovrebbero essere garantite via mare, dopo la privatizzazione della Tirrenia e il suo acquisto da parte della cordata di armatori privati denominata CIN. La battaglia prosegue, dopo la Saremar, con la Nuova flotta sarda, e a far capire il tono della questione è ancora una volta il governatore dell’Isola, Ugo Cappellacci, che parlando della CIN ha detto senza parafrasi che “Le due navi della CIN? Dovrebbero chiamarsi Pulcinella e Pantalone”.

La spiegazione è altrettanto chiara e cristallina, ovvero che “Pulcinella perché le anomalie della vendita sono ormai note a tutti e non certo un segreto; Pantalone perché, se le cose dovessero andare secondo i loro piani, a pagare il prezzo in realtà saranno sempre i cittadini, in particolare quelli Sardi”. Il governatore della Sardegna ha anche aggiunto che sono numerose le iniziative che verranno prese dalla Regione, ribadendo che la cessione operata dal governo ha danneggiato il diritto alla mobilità dei Sardi, violando tra l’altro le regole del libero mercato. Cappellacci ha specificato che “Il Governo nazionale  non potrà non verificare se permanga una situazione di concentrazione anomala e tanto meno lo farà l’Unione Europa. Restano ancora aperte inoltre le questioni relative agli aiuti di stato e alla politica tariffaria che sarà praticata dagli acquirenti. La Regione proseguirà la sua battaglia in tutte le sedi sia politiche che giurisdizionali”. Il nodo però rimangono le decine di milioni di euro che il governo ha dirottato sulla Cin per i prossimi 8 anno, proprio in merito alle garanzie della continuità territoriale.

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